Hello world!

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13 risposte a “Hello world!

  1. Hi, this is a comment.
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  2. Ebbene sì! eccoci all’inizio di questa avventura….Buon blog a tutti!

  3. ciao! come faccio a divenare un tua follower? 😉

  4. fatto, però se provo a commentare mi richiede nome e mail, che strano!
    devi forse confermare te qualcosa? sul mio blog può commentare chiunque, anche se a me non va 😦

  5. Coltivare le connessioni:la locuzione fa riemergere nella mia mente quanto in realtà la nostra esistenza sia interamente costruita , modellata, e sconvolta in base alle connesioni che allacciamo con le cose ma direi soprattutto con le persone. A volte mi viene da pensare se in assoluto esisteremmo ugualmente così come siamo se vivessimo isolati: il nostro essere scientificamente codificato nel DNA è in realtà influenzato da parole e pensieri che incontriamo…Vi è allora una connessione anche tra genetica e arte, un magnifico cortocircuito …
    Le connessioni e le relazioni che intessiamo rappresentano per noi una novità, ed ecco che allora è necessario avere un atteggiamento aperto nei confronti delle nuove opportunità, una visione critica (nè ingiustificatamente celebrativa nè demonizzatrice) e viva che ci permetta di interagire con queste. E cosa c’è di più nuovo della tecnologia?Praticamente niente:ecco allora che il dibattito circa l’atteggiamento da adottare nei confronti di questa diviene un pò il riflesso del percorso che l’uomo deve fare per accogliere il nuovo e il diverso. Internet, una “novità”, si pone come mezzo affinchè si renda possibile la comunicazione anche a grandi distanze: ritengo che tale innovazione debba quindi essere metabolizzata e anche in un certo senso regolamentata. Con questo ultimo termine non mi riferisco a nessun tipo di censura dall’alto (se ovviamente non ce n’è stretta occorrenza) bensì ad un uso sano, responsabile, acuto da parte dell’utente stesso, quindi dal basso.Solo con questa visione Internet uscirà da questa crisi di identità che oscilla tra il delirio di onnipotenza del mare magnum di informazioni che offre e la condanna ad elemento inefficiente e accessorio a cui è relegato da una mentalità che si gloria nel tranciare connessioni.

  6. condivido in pieno quello che dici!!!!!!

    ps: mi fa piacere vedere che c’è qualcun altro oltre me che si sta divertendo ora con il blog 😉 http://laliguriaeiliguriincucina.blogspot.com/2011/04/assignment-3.html

  7. Assignment 4:Bookmarkers & tag
    Proprio ieri non mi ricordavo l’url di un sito che stavo cercando! Se l’avessi registrato con delicious l’avrei trovato in un nano secondo….effettivamente è abbastanza utile come strumento per facilitare le “connessioni” quindi sono rimasto sorpreso positivamente da questa novità…
    C’è anche da dire che in realtà ci si può affidare direttamente a Google…comunque sia i tag rimangono sempre un arma in più per rintracciare qualsiasi cosa ci interessi! 🙂

  8. Wow, non avevo mai realmente compreso in che modo potessero funzionare i motori di ricerca. Effettivamente Yahoo rispecchia più il nostro modo di apprendere cose nuove: senza dubbio nell’approciarsi a queste stabiliamo un recinto fatto di paletti in cui muoversi. In realtà però il passo successivo è accorgersi che ciò è solo uno schema semplificativo, e che possiamo spingerci oltre questa costruzione mentale andando a comprendere il particolare. la bellezza della conoscenza sta nel mettere in circolo le informazioni e creare cortocircuiti;i compartimenti stagni sono ormai game over:)

  9. Assignment 6.1: Inglese & approccio scientifico
    Noooooo! Lingro è una cosa veramente AVANTI :)!!
    In effetti l’inglese è fondamentale, non possiamo più far finta di nulla. La scuola, almeno per quel che riuarda il mio percorso di studi, non mi ha dato in realtà tantissime opportunità per sviluppare questo strumento di comunicazione. Focalizzare lo studio del triennio delle superiori quasi esclusivamente sulla letteratura è fortemente limitante . Non tanto perchè non sia stimolante come ambito, ma perchè rischia di “rubare” tempo all’esercizio vero e proprio (magari anche un pò spiccio e terra terra) della comunicazione riducendo questo ad una vaga infarinatura che si rivela miseramente inefficiente. Dopo circa 13 anni di inglese a scuola dovremmo essere dei draghi, ma fuori dai confini nazionali (lo dico per esperienza personale) ci danno tutti le paste 🙂 .
    Un’altra cosa che mi ha colpito della riflessione propostaci è l’importanza del tenersi aggiornati sui possibili sviluppi della ricercai: la letteratura scientifica diviene così il pane quotidiano per alimentare le nostre conoscenze o , guardando alla vita dal punto di vista di Popper, per aggiungere un tassello alla nostra conoscenza consolidandola temporaneamente o smascherando una certezza tramite evidenze sperimentali. Per Popper ogni teoria aveva sempre una teoria in grado di inficiarne la sostanza costringendo il pensatore a approfondire i contenuti, rivedere i risultati, ripensare le ipotesi: e di fatto è un pò quello che deve essere il nostro approccio, non porci limiti nello spingerci all’interno della comprensione dei meccanismi che regolano la vita, serenamente convinti che noon necessariamente vi riusciremo.Insomma creiamo modelli, non creiamo verità.Anche perchè, cos’è la Verità? 🙂

  10. Assignment 6.2:
    Veramente non credevo Pubmed fosse un mezzo così efficace, stimolante, semplice da usare! Io sono stato abbonato a Le Scienze per qualche anno, poi ho non l’ho rinnovato ma mi è dispiaciuto perdere i contatti con le news dal mondo scientifico! Averle a portata di click è proprio un’occasione da non perdere!! 🙂

  11. Sempre più interessante :)! Con PubMed c’è solo l’imbarazzo della scelta su i miliardi di articoli da leggere !!!

  12. Assignment 6: La bellezza della libertà
    Ebbene sì:informazione è libertà. Il sapere rende liberi dagli eventuali Azzeccagarbugli ma soprattutto rende liberi noi stessi dai luoghi comuni, dai pregiudizi, dalla maglie di una rete che ci costruiamo attorno e in cui rimaniamo intrappolati. Esso è qui inteso nel suo senso più ampio e liberante, nella sua accezione più generale, ma le argomentazioni valgono anche per la società iper-specializzata di oggi. Il campo dello scibile è ormai sterminato e non è più concepibile la figura del tuttologo alla Pico De Paperis (tanto per fare una citazione colta 🙂 ) tuttavia l’accesso alla comprensione della realtà nella sua interezza è un diritto che ognuno deve poter esercitare. Il servizio offerto da PubMed mi ha veramente sorpreso: nel villaggio globale chiamato Mondo vi è un problema quantitativo di organizzazione del materiale prodotto, e la precisione con cui questo è archiviato e classificato è lodevole. Ma ciò rimane una pura formalità se non si concretizza in una reale accessibilità degli addetti ai lavori e dei curiosi. Se ai primi viene incontro l’Ateneo (o una Istituzione in genere) che si accolla le spese relative all’abbonamento a riviste, chi tenderà una mano ai secondi?
    Ritengo che l’impegno dei 33 premi Nobel perchè il materiale scientifico sia fruibile a TUTTI sia veramente un gesto di Carità. Si penso si possa parlare in termini di Carità in quanto l’impegno nel far sì che la gente comune si arricchisca umanamente e culturalmente è il viatico tramite il quale queste persone possano formarsi, modellare una propria identità, plasmare la propria personalità. Sì, qualcuno potrebbe obiettare dicendo: ma alla gente comune importa davvero avere l’accesso agli articoli scritti negli ultimi 35 giorni, in francese, con sperimentazioni su animali riguardo una malattia piuttosto che un’altra?! si, probabilmente interesserà allo 0,3% ma non è questo il punto: il gesto concreto che è prendere posizione di fronte alla libertà di conoscenza e di informazione porta con sè un messaggio forte e chiaro! Chi non è un super esperto di un qualche campo (per un motivo o per un altro) ha il diritto comunque di esprimersi, di intraprendere una scalata sociale, di elevarsi, di COMUNICARE…..Dante nel canto VII dell’Inferno mette in risalto una differenza tra l’uomo e la bestia: Pluto, il guardiano del 4°cerchio, riesce a dire solamente “Pape Satàn,pape Satàn aleppe” e questo fa di lui un condannato nell’incapacità di…….COMUNICARE!!
    Forse mi sono spinto anche troppo oltre, però credo davvero che questo corso mi abbia portato a riflettere. Continuo il mio percorso convinto del fatto che non dobbiamo adagiarci sulle “vittorie” che date per scontate potrebbero rallentare il nostro volo, piuttosto essere pronti ad accogliere il nuovo che avanza avendo ben in mente la direzione da prendere. Se Dante e Open Access hanno qualcosa in comune, allora è proprio vero che vale la pena di stabilire ponti tra realtà, mondi e punti di vista variopinti e variegati con uno sguardo ben orientato, verso la libertà di tutti. D’altronde credo che il fine più bello della nostra vita sia rendere liberi noi e chi ci sta intorno, e che questo fine sia da raggiungere con una forte presa di posizione.
    Sono molto contento di aver fatto questa esperienza, che mi ha arricchito dal punto di vista didattico e umano, che in fondo, si sa, sono un tutt’uno e non compartimenti separati. Alla faccia dell’era delle classificazioni!!!

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